Pensiero

La tela racconta 28/07/2021

Enzo Benedetto - Ciclista

Di questa opera mi attraggono i colori, le sfumature, i suoi cerchi concentrici che mostrano come un ciclista aumenti la sua velocità; il suo ritmo. L’uomo è schematizzato e tutto proiettato in avanti, come a voler significare che il mondo sta cambiando nel futuro.
Rosella Vigilante

Vedo un ciclista che sta correndo verso il futuro. Per me è molto bello.
Pietro Vigneri

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Io nel Centro Diurno

Sono un ragazzo che frequenta  il  Centro Diurno di Campi Salentina in provincia di Lecce da molti anni e svolgo con gli operatori tante attività riabilitative tra le quali Fiori di Carta che è un progetto condiviso con il Centro Diurno di Lequile. Gli operatori, Marco Rizzo e Rosella Vigilante ci sostengono in questo percorso ed insieme programmiamo interviste, che prima facevamo di persona, mentre adesso, a causa del Covid le facciamo tramite computer.

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La tela racconta (1)

Riflessioni sul quadro Al Mouline Rouge di Henry De Toulouse - Lautrec.

 

Un gruppo di amici si incontra in un locale per chiacchierare e trascorrere un po’ di tempo giocando a carte. Dalla scena si evince un momento di spensieratezza, le donne sono ben vestite e curate come anche gli uomini, ma è strano che indossano al tavolo il cilindro. In questo dipinto è prevalente il colore giallo.

                                                                                                          Rosella Vigilante

 

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La tela racconta

I colori, i soggetti, gli ambienti raffigurati sulla tela possono suscitare emozioni differenti da quelle che l'autore ha voluto rappresentare. Partendo da questo assunto, "La tela racconta" non è altro che la descrizione emotiva individuale di un dipinto, dalla quale emergono contrastanti visioni e differenti punti di vista. Lo stesso quadro osservato da due o più persone diverse assume forme e significati diversi.

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I mangiatori di patate: la convivialità

Faceva freddo, molto freddo, quella notte ad Amsterdam. Erano le undici e trentacinque, la nonna ed il nonno avevano aspettato a lungo che Frank con la moglie e la bambina tornassero dal mercato, dove avevano una bancarella. Entrati a casa si misero subito a tavola, che la fame era tanta e la stanchezza pure. La nonna iniziò a versare il thè caldo per tutti, mentre la nuora dava ad ognuno la sua razione di patate. C'era famiglia, c'era il cibo, c'era lo stare insieme. La convivialità, un pasto da condividere. Pace.

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Riflettendo su Van Gogh

Osservando il quadro di Van Gogh "I mangiatori di patate" noto che intorno a un tavolo c'è una famiglia seduta perché devono consumare la loro cena. La mamma, il padre, la nonna e il nonno e la piccola bambina chiacchierano in attesa di ricevere una fetta di torta di patate. In quel tempo la povertà dilagava e i famigliari dovevano dividere le porzioni tra di loro e bevevano del caffè caldo.

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Van Gogh e i mangiatori di patate

Il dipinto di Van Gogh ritrae la vita dei contadini che è scandita unicamente dal duro lavoro, e mostra uno dei momenti più intimi e importanti di una famiglia: la cena. C'è una famiglia riunita intorno a un tavolo che mangia patate e beve caffè. Il padre è appena tornato dal lavoro e la moglie gli ha preparato per cena delle patate mentre la nonna e il nonno bevono del caffè caldo. La piccola luce ad olio permette di far vedere i duri lineamenti dei protagonisti, infatti ognuno di loro ha un espressione triste e provata dal duro lavoro svolto nei campi.

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