Leggendo il libro Cuore - Il piccolo patriotta padovano

C’era un ragazzo venduto dai genitori ad una compagnia di saltimbanchi. Lo insultavano perché era povero, lo maltrattavano, così andò dal Console italiano che lo rimandò ai suoi parenti. Sulla nave lo interrogavano, lo stuzzicavano e a furia di domande gli fecero snodare la lingua e lo iniziarono a trattare bene. Il ragazzo cambiò umore e prese tutto ciò che gli veniva dato, ma una volta seduto a tavola il ragazzo non volle più essere aiutato perché insultarono l’Italia e gli italiani.
Sabrina Caragnulo

Leggendo il libro Cuore - Un tratto generoso

Al rientro a scuola, il maestro non era ancora entrato in classe, quando dei ragazzini approfittarono di un povero ragazzo, prendendolo in giro. Questo ragazzo, Crossi, stava a sentire fino a un certo punto, ma gli altri continuavano a stuzzicarlo: un altro compagno di classe salì su un banco, prendendo in giro la madre di Crossi, il quale perse la testa, prese un calamaio e glielo scaraventò addosso ma non lo prese. Il calamaio arrivò addosso al maestro, il quale domandò chi fosse stato ma nessuno rispose e così Garrone disse che era stato lui per prendersi la colpa e proteggere Crossi.

Leggendo il libro Cuore - Il ragazzo calabrese

Il laboratorio di Fiori di Carta in questi giorni ha dato spazio alla lettura, passando in rassegna i racconti del libro Cuore di Edmondo De Amicis ed estrapolando da esso argomenti che risultato attualissimi, seppur trattati e descritti nel 1886.

Il primo racconto letto è stato "Il ragazzo calabrese".
 

La leggenda dell'uva

La pianta dell’uva non aveva frutti, era una pianta ornamentale. In un orto cresceva una pianta d’uva, era molto bella e cresceva tanto che il contadino tagliò alcune foglie. La vite ne soffrì e pianse; quando arrivò la sera un usignolo le andò vicino e cantò: la pianta si emozionò talmente tanto che le sue lacrime si trasformarono in chicchi d’uva.
Fabio Solazzo

La festa di Sant'Antonio

A Monteroni, la prima domenica di agosto, si festeggia Sant’Antonio. Poiché i contadini di Monteroni in quel periodo erano impregnati con la mietitura la festa fu spostata alla seconda domenica di agosto. La statua d’argento fu rubata con l’intenzione di fonderla, ma mentre i ladri fuggivano con la statua, quest’ultima divenne pesantissima. Così dovettero fermarsi e abbandonarla sul ciglio della strada.
Angelo Belligiano

La festa di San Vito

Il 13 febbraio a Lequile si festeggia “Santu Itu Piccinnu”: in questa giornata si accende la focara, per ricordare un miracolo avvenuto durante un nubifragio che distrusse il campanile della Chiesa senza fare danni alle case. Un’usanza molto diffusa era comprare tramite una piccola offerta in denaro, le braci in modo da ottenere la protezione del Santo. La mattina c’è la processione senza ori del Santo. Il martedì di Pasqua si festeggia la traslazione della reliquia da Napoli a Lecce per ricordare quella che ci fu da Napoli a Lecce secoli fa.

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Leggendo il Quotidiano 06/10/2022

Il territorio Salentino da Nardò a Gallipoli sarà riqualificato dal punto di vista paesaggistico, curandone i parchi. Il Salento sarà green nel più breve tempo possibile, attraverso una serie di iniziative quali riqualificazione dei parchi, creazione di piste ciclabili e rivalutazione dell’ambiente.
Chiara Quarta

Nella città di Nardò stanno migliorando il territorio e le persone vanno a visitare anche le città vicine, compresa Nardò.
Cosimo Greco

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Fiumi di parole 05/10/2022 (2)

Bisogna trovare il modo per tornare ad essere felici di andare a camminare in mezzo alla natura, nei parchi dei propri comuni e su tutto il territorio.
Chiara Quarta

Stavo in un campo d’agricoltura, nella natura piena d’erba, correndo per strada piena di felicità. Con un giornale in mano leggendo, le pagine stampate di un foglio scritto con un lavoro scritto a mano.
Sabrina Caragnulo

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