Le Faggete Vetuste della Foresta Umbra

Lunedì 4 dicembre 2017 noi ragazzi di Campi Sal.na e di Lequile facenti parte del magazine online "Fiori di carta", ci siamo ritrovati nel piazzale antistante la "Cittadella della salute" di Campi Salentina e con i rispettivi pulmini siamo partiti per raggiungere la "Foresta Umbra" nel Gargano: il promontorio più grande di tutta la penisola italiana. Centinaia di milioni di anni fa, il Gargano era un'isola ricoperta da foreste, poi dall'unione con la terraferma si è formato il famoso "sperone d'Italia" che mantenne le sue caratteristiche isolane. Dell'immensa area verde rimase solo la "foresta umbra". Dopo un lungo percorso pianeggiante su strada a scorrimento veloce, ci siamo addentrati in territori collinari e abbiamo girovagato molto per strade strette e tortuose prima di arrivare alla "foresta umbra" in territorio di Monte Sant'Angelo (Fg). Qui ci siamo fermati e vicino a una trattoria che era chiusa ci ha accolto un giovane che ci ha fatto da guida. Mentre consumavamo il pranzo a sacco è cominciato a piovere. Poi abbiamo intrapreso un percorso nel bosco insieme alla guida sotto una pioggia battente coperti da impermeabili e ombrelli e da lontano abbiamo visto un laghetto. La guida ci ha spiegato che il nome "foresta umbra" è dovuto al fatto che la vegetazione è talmente fitta da far passare appena i raggi del sole, per cui l'ambiente è cupo e pieno di zone d'ombra. La natura in questa distesa naturale è più rigogliosa che mai, formata da giganteschi faggi, tassi e aceri.Il faggio è sicuramente l'albero che più rappresenta la foresta con le sue fronde fitte e omogenee e qui vegeta ad altitudini molto ridotte (270 - 300 m di altezza) spesso associate con piante tipiche della macchia mediterranea. La guida ha continuato a spiegare che la presenza del faggio a bassa quota è legata alla posizione particolare del Gargano, proteso nell'Adriatico ed esposto ai venti freddi settentrionali. Le faggete della "foresta umbra" sono state riconosciute  Patrimonio Naturale dell'Umanità dalla Commissione dell'UNESCO. Lungo il nostro percorso abbiamo potuto vedere anche delle specie di animali tra cui il capriolo garganico con le caratteristiche corna che sono peculiari dei maschi, daini e scoiattoli. La guida ci ha illustrato anche che il Gargano è costituito da rocce calcaree soggette a dissolversi con l'acqua piovana combinata con l'anidride carbonica. Esse presentano manifestazioni carsiche come le "doline" che sono delle conche rivestite dai muschi, dalle felci e dai licheni. Le doline, come le grotte sono state luogo di riparo per gli uomini e gli animali. Alcune doline sono formate da argille impermeabili che permettono la raccolta di acqua piovana: sono i cosiddetti "cutini" ancora oggi sfruttati per abbeverare le mandrie e le greggi. Dopo aver ringraziato la guida per l'esauriente spiegazione, siamo saliti sui pulmini. Lungo la via del ritorno ci siamo fermati a un bar di Vico del Gargano (Fg) e abbiamo preso qualcosa da mangiare e da bere. In tarda serata siamo tornati a casa contenti di aver trascorso una giornata interessante e istruttiva.